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Il ruolo delle imprese nella costruzione dell’uguaglianza

“Il lavoro può e deve essere uno spazio di libertà, autonomia e dignità per tutte le persone”, è a partire da questa convinzione che Brigitte Sardo, imprenditrice e amministratrice delegata di Sargomma Società Benefit, ha consolidato il suo impegno per promuovere l’inclusione e l’uguaglianza di genere nel mondo professionale. 

Da anni, Brigitte si occupa di imprenditoria femminile anche attraverso il suo ruolo di presidente di ConfapiD, il Coordinamento nazionale delle donne imprenditrici di Confapi. Nel tempo, ha sperimentato quanto l’autonomia economica possa incidere sulla possibilità, per molte donne, di scegliere liberamente il proprio percorso di vita. Ma ha anche compreso che il lavoro può diventare un ambito in cui si riproducono diseguaglianze e discriminazioni. 

dati raccolti dall’Osservatorio di 6Libera sulle piccole e medie imprese offrono una fotografia molto chiara della situazione in Italia: il 27,6% delle persone intervistate ha vissuto o osservato episodi di molestie, discriminazioni o violenza sul lavoro. In tre casi su quattro, le persone coinvolte sono donne. 

E le diseguaglianze non riguardano soltanto chi lavora alle dipendenze. L’indagine “Oltre il successo” realizzata sempre da 6Libera nel quadro del progetto SAFE a partire dalle testimonianze di oltre 200 imprenditrici, mostra come anche le donne che ricoprono ruoli di responsabilità si confrontino con disparità e comportamenti svalutanti: tra quelle tra i 41 e i 55 anni, 7 su 10 dichiarano di averne vissuto almeno uno. Tra le imprenditrici più giovani, il dato sale a 8 su 10. 

I numeri mostrano quanto sia ancora necessario intervenire per rendere i luoghi di lavoro spazi realmente liberi da stereotipi e discriminazioni. Per Brigitte, una parte importante della risposta passa proprio dalle imprese. 

Sargomma aveva già intrapreso un percorso di crescita organizzativa sui temi della responsabilità sociale e dell’uguaglianza di genere. “Esisteva già una base solida”, racconta Brigitte, “ma ci mancava una cornice capace di rendere più coerente e concreto il nostro approccio”. 

È in questo percorso che si inserisce la partecipazione al progetto SAFE, finanziato dal bando NORA e realizzato dall’associazione 6Libera. 

Sargomma è una delle otto piccole e medie imprese, distribuite in quattro regioni italiane, che hanno partecipato alla sperimentazione di azioni pilota per promuovere l’uguaglianza di genere. 

Il percorso ha permesso alle aziende di formare dipendenti e responsabili sul tema dell’uguaglianza di genere e di testare nuove modalità per prevenire e affrontare situazioni di disagio. Tra questi, anche una piattaforma anonima per segnalare comportamenti discriminatori e molestie in modo sicuro e riservato. 

“NORA ci ha messo a disposizione competenze, strumenti e una rete di professionisti”, spiega Brigitte “Ci ha aiutato ad affrontare questi temi in modo concreto, rafforzando la nostra capacità di prevenire e intervenire”. 

“Durante la sperimentazione, una persona dell’azienda ha segnalato una situazione di discriminazione”, continua Brigitte, “Inizialmente non voleva raccontare quanto era accaduto, per paura delle conseguenze. Poi ha scelto di farlo utilizzando la piattaforma anonima introdotta grazie a SAFE”. 

La segnalazione ha permesso all’azienda di avviare le verifiche e di intervenire formalmente con un richiamo scritto e una sanzione disciplinare. 

“Il risultato più importante per me non è stato il provvedimento adottato”, racconta Brigitte, “ma vedere quella persona sentirsi finalmente ascoltata, protetta e difesa. Ha capito che l’azienda era dalla sua parte e che esistevano strumenti concreti per tutelarla. Questo ha restituito serenità e fiducia”. 

L’esperienza di SAFE ha rafforzato in Brigitte una convinzione: “i valori, da soli, non bastano. Servono strumenti concreti, procedure chiare e persone preparate”, dice, “la cultura del rispetto deve essere costruita ogni giorno”. 

Nessuna impresa può affrontare questa sfida da sola. L’uguaglianza di genere sul lavoro deve diventare una responsabilità condivisa, sostenuta da regole, formazione e dalla collaborazione tra chi guida un’impresa, chi ci lavora e chi può offrire competenze e supporto. 

Photocredit: Camilla Milani