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Ricominciare a vivere, libera dalla paura 

Eugenia ha 29 anni, vive a Bologna e lavora come ingegnera civile ambientale. 

“Mi sono avvicinata allo sportello universitario della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna dopo aver vissuto una serie di violenze e molestie”, racconta. “Inizialmente avevo cercato di aprirmi con alcune amiche e con la mia famiglia, ma ho compreso che non avevano gli strumenti per comprendere fino in fondo quello che stavo vivendo”. 

Poi sono arrivati gli attacchi di panico, gli incubi e la paura di affrontare ogni giornata. “È stato in quel momento”, dice Eugenia, “che ho capito di aver bisogno di supporto”. 

Camminando per la città, Eugenia nota la locandina dello sportello universitario della Casa delle Donne. “Ho chiamato, ho raccontato quello che mi era successo e la persona dall’altra parte ha subito capito quello che stavo vivendo”. 

Da quel primo contatto è iniziato un percorso durato circa un anno e mezzo, durante il quale Eugenia è stata accompagnata della Casa delle Donne e ha ricevuto supporto psicologico e legale. 

“Lo sportello universitario, che abbiamo aperto nell’ottobre 2022 in collaborazione con l’Università di Bologna, ci ha permesso di intercettare le richieste di donne e ragazze di età diversa rispetto alla nostra utenza abituale, che va dai 30 ai 49 anni”, racconta Giulia, operatrice della Casa delle Donne. 

Attraverso il progetto MEDUSA, sostenuto dal bando NORA, la Casa delle Donne ha potuto rafforzare il lavoro dello sportello e sviluppare strumenti più adeguati per accogliere e rispondere ai bisogni delle donne più giovani, come Eugenia. 

Il network di associazioni nato grazie al bando NORA ha inoltre posto le basi per una rete tra i diversi sportelli universitari presenti in Italia, tra cui quello di Torino, il primo ad essere avviato nel 2021. 

Dopo essersi trasferita all’estero, Eugenia ha continuato a seguire il percorso con la Casa delle Donne anche a distanza. Nel tempo ha ritrovato fiducia e consapevolezza. 

“Ho ricominciato a vivere. Libera dal pregiudizio, libera dalla paura e libera dal rischio di allontanarmi dalle persone che per me erano casa e porto sicuro”. 

Oggi Eugenia presta maggiore attenzione alle esperienze delle donne che le sono accanto, al modo in cui vengono trattate e alle dinamiche che si possono creare nelle relazioni, sia personali che al lavoro. 

Dopo aver ricevuto sostegno, ha scelto a sua volta di attivarsi al fianco della Casa delle Donne. Attraverso un’associazione giovanile di cui fa parte, ha promosso insieme ad altre ragazze e ragazzi una raccolta fondi per sostenere percorsi di uscita dalla violenza. 

Eugenia oggi sa che ciò che ha vissuto non la definisce. È una parte della sua storia, ma non il suo futuro. “Quello che mi ha dato questo percorso è tantissima consapevolezza: la consapevolezza che le cose possono cambiare quando non si è più sole ad affrontarle”. 

Photocredit: Camilla Milani